NASCE IN TURCHIA IL PROGETTO DEL MAJORANA SULLE BIOTECNOLOGIE
Gaziantep è una popolosa città della Turchia di un milione e mezzo di abitanti, ad una manciata di chilometri dalla Siria. Essa vanta di essere la città più antica del mondo, essendo nata ben 5.600 anni prima di Cristo ed è situata tra la Mesopotamia e la regione mediterranea, non lontana dal fiume Eufrate.
In quella città, a circa tremila chilometri ad est di Putignano, si sono incontrate le delegazioni dei sette licei europei per mettere a punto il progetto sulle biotecnologie e sugli OGM dal 10 al 15 novembre 2009.
Non senza timori per l’influenza A il Preside e la prof. Spinelli sono volati in Turchia. Dopo aver sorvolato proprio il sud est barese, l’Albania e la Grecia, sono atterrati ad Istanbul, tra il Mar Mediterraneo ed il Mar Nero. Breve scalo ed altro volo per Gaziantep dove arrivano in serata. Ad accoglierli Canan, la referente turca del progetto. Dopo cena, incontrati i proff. tedeschi, si va per una passeggiata a scoprire la città turca e ad ascoltare musica dal vivo in una “beer house”.
Il mattino dopo, mercoledì 11 novembre, nella hall dell’hotel è grande festa. Tutti i docenti ed i presidi delle sette nazioni europee e tante allieve del liceo turco, si incontrano, si conoscono ed allacciano le prime relazioni.
Comincia quindi, il programma delle visite a Gaziantep. Si visita dapprima il Gaziantep Archeolo-gy Museum, nel cui interno sono conservati innumerevoli e pregevolissimi mosaici provenienti, oltre che dalla millenaria storia della città, anche dall’altro antico sito archeologico di Zeugma. Fra essi i celeberrimi “the mosaic of Demeter”; “the mosaic of Poseidon: Oceanus and Teathys”; la “Statue of Mars”; “the mosaic Caty and Antiote”; “Frescos of Zeugma”; e la più celebre di tutti “Mosaic of Danea”: hanno spiegato tutto, a noi molto attenti, due docenti del liceo turco, Hibrahim e Selim. Quindi ci trasferiamo ai bagni turchi pubblici e di li iniziamo la salita alla cittadella, che domina la città. Le ragazze turche ci fanno graziosa compagnia e collaborano anch’esse alle spiegazioni. Nella salita notiamo mezzi e personaggi che a noi appaiono d’altri tempi. Moschee, piccole e grandi, compaiono alla nostra vista salendo. Possenti mura difendono la piccola antica città.
Sulla vetta grandi statue dell’eroica storia turca, vengono a noi illustrate sempre da Hibrahym e da Selim. Quindi sulla sommità, da cui si ammira una superba veduta della città, visitiamo il “Kahramanlik Panoramasi Muzesi” ( Museum of Gaziantep defense and heroism panorama). Nelle sue gallerie circa duemila bassorilievi e statue che Selim ci dice raffigurano eroi della resistenza all’occupazione francese ed inglese. Come sempre è difficile oggi compenetrarsi nella storia antica, per di più di un altro popolo; per cui la nascente amicizia fra le varie delegazioni ha il sopravvento sulla storia.
Ancora uno sguardo alla città, prima della discesa, scortati dalle ragazze.
Ai piedi della cittadella resiste ancora l’antico borgo con le altrettanto antiche botteghe artigiane in cui i fabbri modellano ancora e cesellano vasi e tanti oggetti con una speciale lega di argento.
Ci spostiamo un po’ nella “old city of Antep” per visitare l’”Emine Gogus Gaziantep”, un museo dell’antica cucina di Gaziantep ospitato in un palazzo tipico “Antep house style”.
Quindi una breve passeggiata in una giornata di fine estate ed allegro relax a base di caffé e the, turchi ovviamente. La sosta permette scambi di battute ed approfondimenti del progetto, ma anche sereni momenti di amicizia. In questa foto il Preside turco, la moglie del Preside italiano, la Preside inglese.
Il primo pranzo avviene al Fethullah Vsta, dove prendiamo conoscenza della cucina turca: yogurth, speciale pizza con carne, aglio, peperoncino e verdure varie, Kebab, insalata e peperoni, baklava (dolci di pistacchio) e the.
La visita di Gaziantep prosegue in una moschea dove si entra rigorosamente senza scarpe e con il capo coperto; quindi in un bagno turco dove il solito Selim si affanna nelle spiegazioni. Ancora breve passeggiata nell’antica Antep e quindi visita del “Vakif Muzesi” che custodisce, fra i vari oggetti della cultura Mevlevi, anche antichi libri di turkish calligraphy .
All’uscita, coloratissimi negozi mostrano appesi delizie per l’inverno e mercanzie di ogni genere. Si entra quindi in un grande bazar all’aperto fatto di tanti negozietti di artigianato e di frutta secca. Qui, quasi fossimo a Napoli per la straordinarietà della gente, si incontra il vero oriente, povero di euro ma ricco di semplicità. Di tanto in tanto entriamo nelle case dove la vera Turchia c’è tutta. Calata la sera, mentre a Putignano ancora è giorno, si prosegue la passeggiata in Antep, tanto caratteristica da far “orientalizzare” anche le professoresse.
Riuniti tutti nel lussuoso hotel, stasera si va tutti al ristorante Bayazhan, per una cena offerta dal sindaco della città. In un incrocio di lingue ricondotte tutte nell’inglese, Turchia e Norvegia, Bulgaria ed Inghilterra si parlano quasi che le migliaia di chilometri che sul globo li divide, il caldo tavolo del Bayazhan li unisse.
Giovedì 12 novembre a Gaziantep la vita della città si rianima. Seduti intorno ad un tavolo le sette delegazioni fanno nascere in Turchia il progetto Comenius ““Biotecnology: will it feed the world? Pros and cons of GMOs”. Per l’Italia il Preside e la prof. Spinelli propongono e riescono a far approvare date, numero degli studenti, aeroporti, visite, argomenti, lavori, studi ed approfondimenti.
A metà giornata, visita del municipio di questa città metropolitana “Gaziantep Valiligi” ed incontro con il sindaco Suleyman Kamci, al quale dai Nostri sono stati donati i tradizionali trulli in pietra e l’invito a visitarli personalmente. La prof. Canan ed il Preside Erkan hanno fatto da interpreti, riservando alla nostra delegazione il pregio della postazione d’onore.
Nel pomeriggio trasferimento nella zona universitaria dove sotto una tenda abbiamo assaggiato una piadina superfarcita, cucinata al momento da madri orientali su stranissimi cilindri infuocati, bagnata dal solito the.
A sera, circondati dalle belle liceali turche (ma a Putignano crederanno all’accoglienza che soprattutto a noi Italiani hanno esse riservato ed alla fine e genuina graziosità dei loro lineamenti e dei loro animi?), si fa festa; le ragazze improvvisano danze del ventre ed i proff. fanno cose…turche!
Venerdì 13 visitiamo finalmente il liceo, il “Fitnat Nuri Tekerekoglu Anadolu Lisesi”, nel cui ingresso ci sono le foto di tutti gli studenti che, laureati, hanno ottenuto il massimo dei voti. Ricevuti nella sala docenti, il Preside ci mostra la morigerata ed elegante divisa che tutti gli studenti, ragazze e ragazzi, indossano. In questa scuola le classi sono unisex e l’inglese si studia ben 14 ore a settimana, quasi come… da noi!
Con calda simpatia gli studenti circondano gli ospiti stranieri, che vengono condotti nella visita dell’edificio. Le prof. si siedono tra i banchi con gli studenti per ricambiare il loro affetto; quindi ammiriamo laboratori, uffici, sale e per ultimo, l’ufficio del Preside Erkan. La festa che ragazzi e ragazze ci hanno fatto, il loro stringersi a noi per chiedere autografi, di Totti, di Ronaldino, di Mou, della moda, di Roma… il loro abbraccio è stato quasi asfissiante; commovente di sicuro; impossibile andar via se noi europei non concediamo alle ragazze centinaia di foto sui gradini della loro scuola da altrettanto centinaia di cameras.
Il pranzo al ristorante Imam Cagdas ci è offerto dal sindaco della circoscrizione che, nel suo saluto, si augura che anche questo progetto contribuisca ad offrire l’amicizia dei Turchi agli Europei e ad agevolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
Nel pomeriggio ci si tuffa di nuovo nell’atmosfera della città e si scoprono ancora altri bazar, animate strade e gallerie di artigianato.
Conclusi quindi i lavori del progetto con altri importanti accordi, si festeggia la sera la trovata amicizia, trasgredendo, in un locale occidentale, le regole musulmane con brindisi di birra e scambi di coppie.
Sabato 14, inghiottite miracolosamente le nubi e la pioggia dai territori iracheni e persiani, si fa una gita a Sanliurfa, ancora duecento chilometri verso est, verso l’Iran. Prima tappa ad una riserva di uccelli rari in via di estinzione; quindi, per strade che appartengono al ricordo dei nostri nonni ed in un ambiente selvaggio, ci si inoltra in zone desertiche, dove all’improvviso si apre un lago, il Baliki Gol, sulle cui rive, accolti simpaticamente da increduli indigeni, si gode aria primaverile e piacevole relax addolcito dal verde the.
Ancora deserto ed ecco, all’improvviso, apparire l’antichissima Sanliurfa, duecentomila abitanti sull’Eufrate e città di Abramo. Qui più che Gaziantep, siamo nel Medio Oriente. Pranziamo in un tipico ristorante seduti per terra, senza scarpe su cuscini e tappeti, con solito yogurt, piadina, kebab, insalata di peperoni e cipolla, the verde. Nella corte, caratteristico luogo orientale e mediterraneo insieme, lezione di storia e di cultura da parte dei proff. Canan e Selim.
Quindi immersione nelle variopinte strade, ricche di ogni mercanzia sui marciapiedi, scortati in modo particolare dalle belle studentesse di Gaziantep che ritengono pericoloso per noi occidentali, fermarsi ad osservare la merce, o telefonare o semplicemente fotografare o, ancora semplicemente, essere bionde e senza velo. Visitiamo l’antichissimo luogo di culto di Abramo; una bellissima corte con laghetto su cui si apre la moschea di Ibrahimin dove, mentre il prof. Ibrahim spiega storia e miti e la prof. Domenica traduce, il nostro Preside viene catturato da belle siriane e una dolce liceale turca ci ispira serenità e tenerezza nella sera incipiente. Ci dirigiamo alla cittadella dove i solerti proff. Ibrahim e Selim, nella sera sopraggiunta, ci svelano la millenaria leggenda di Abramo. La città di Sanliurfa intanto si illumina come un presepe di Betlemme; ci perdoni Allah per questa mancanza di rispetto che dai minareti controlla noi, ammaliati da questo eden terrestre. Anche Abramo ci perdonerà se, prima di allontanarci da quei luoghi, smeraldi, zaffiri e pietre varie chiamati “anelli” ci fanno presto dimenticare la religiosità del sito.
A sera, Abramo ed Allah per piacere non giudicateci, al ritmo potente di tamburi danziamo per strada ed in un altro locale, sempre seduti per terra e senza scarpe, al suono delle musiche orientali, si cena a base di yogurt e kebab e per festeggiare l’ultima sera, si danza tutti, presidi, proff. ed allieve e si vedono ancora…cose turche! (Guardate il Preside Erkan, il prof. Selim e, di spalle, una prof. polacca!).
Domenica 15, in una giornata estiva, si raggiunge purtroppo l’incredibile aeroporto di Gaziantep, affollato di vociante gente in attesa di chissà chi, per lasciare la dolce Turchia. Poche ore di malinconica attesa, in cui ripassano veloci nella mente e negli occhi di tutti noi le tante immagini dell’incredibilmente ammaliante soggiorno nell’oriente della Turchia; di lì a poco un aereo implacabile ci strapperà dalle semplici e genuine amicizie per catapultarci nella maliziosa nostra terra di sempre!
Last Updated ( Wednesday, 05 May 2010 11:28 )









